在空调写字楼与输油管道之间,一场国际建筑盛事正在讨论“另一种发展”的可能。第二届沙迦建筑三年展(Sharjah Architecture Triennial)以“无常之美:一种适应性的建筑”为主题,汇集 29 位来自全球南方的建筑师、设计师与艺术家,在六个场地用泥土、轮胎与织物搭建起关于循环、共生与尊严的现场实验,展期至 2024 年 3 月 10 日,免费向公众开放。
在空调林立的摩天楼与输油管道之间,真的能谈论可持续建筑吗?在沙迦第二届建筑三年展的组织者看来,这里恰恰是当下最有理由展示不同发展模式的场所之一——同时也是少数几个能为来自全球南方的具体方案提供主场舞台的地方。本届三年展主题为“无常之美:一种适应性的建筑”(The Beauty Of Impermanence: An Architecture of Adaptability)。
È davvero possibile parlare di architettura sostenibile tra i grattacieli climatizzati e gli oleodotti degli Emirati Arabi Uniti? Secondo gli organizzatori della seconda Triennale d’architettura di Sharjah, intitolata “The Beauty Of Impermanence: An Architecture of Adaptability”, è forse proprio questo uno dei luoghi in cui oggi ha più senso mostrare dei modelli di sviluppo diversi. Oltre che uno dei pochi in grado di offrire uno spazio di primo piano alle proposte concrete che arrivano dal Sud del mondo.
这届三年展的缘起,是一位王室成员的个人构想。沙迦酋长之子哈利德·卡西米(Khalid Al Qasimi)创建了一个专注于亚洲、中东与非洲建筑和城市研究的平台,并于 2019 年组织了首届展览。在他意外离世后,双胞胎妹妹、酋长之女霍奥尔·卡西米(Hoor Al Qasimi)接过了接力棒。她身兼沙迦艺术基金会(Sharjah Art Foundation)董事与主席,短短几年便让这个小酋长国跻身全球新兴艺术重镇;此番她邀集一支精干的国际团队,希望把第二届办成一场关于更可持续未来的思考空间——一个由那些日常在物质、经济或环境匮乏中生活与工作的人所想象的未来。
La Triennale nasce da un’idea del figlio dell’emiro di Sharjah, Khalid Al Qasimi, che ha creato una piattaforma dedicata a valorizzare l’architettura e l’urbanismo in Asia, Medio Oriente e Africa e organizzato la prima mostra nel 2019. In seguito alla sua morte improvvisa, il testimone è stato ripreso da sua sorella gemella, la sceicca Hoor Al Qasimi. Già direttrice e presidentessa della Sharjah Art Foundation, con cui è riuscita in pochi anni a fare del piccolo emirato un polo artistico emergente sulla scena globale, Al Qasimi si è circondata da un valido team di collaboratori internazionali per fare di questa seconda edizione uno spazio di riflessione su un futuro più sostenibile, immaginato da chi vive e lavora quotidianamente in condizioni di scarsità economica, materiale o ambientale.
本届策展人是尼日利亚建筑师、设计师托辛·奥希诺沃(Tosin Oshinowo),她从所谓的全球南方——包括中美洲与南美洲——的 25 个国家中遴选出 29 位参展者。“从一开始,我们就带着非常积极、乐观的能量工作,我对成果深感自豪。”她说,“大家在‘必须改变视角’这一点上形成共识——因为建立在丰裕与无限增长之上的现行模式是不可能持续的——由此催生了一场集体对话和一些作品,我希望它们能影响人们对建筑的态度。可以肯定的是,我自己的设计方式不会再和从前一样了。”作为尼日利亚最负盛名的建筑师之一,奥希诺沃曾师从莱斯利·洛克(Lesley Lokko)——威尼斯双年展策展人。两人同期筹备各自的展览,甚至共享部分受邀名单,但气质互补而不同:威尼斯更偏学术,沙迦更重实践。
La curatrice, l’architetta e designer nigeriana Tosin Oshinowo, ha selezionato 29 partecipanti provenienti da 25 paesi del cosiddetto Sud Globale, compresi Centro e Sud America: “Sin dall’inizio abbiamo lavorato con un’energia molto positiva e ottimistica e sono davvero fiera del risultato. Questa convergenza di idee, intorno al fatto che dobbiamo cambiare la nostra prospettiva, perché il modello attuale basato sull’abbondanza e la crescita infinita è un modello impossibile, ha prodotto una conversazione collettiva e dei lavori che spero influenzeranno l’approccio all’architettura. Sicuramente, il mio modo di progettare non sarà più quello di prima.” Oshinowo, che è una delle più affermate architette della Nigeria, è stata una studentessa di Lesley Lokko, la curatrice della Biennale di Venezia. Le due hanno preparato le mostre nello stesso periodo, condividendo del resto alcuni invitati, ma con due sensibilità diverse e complementari: più accademica a Venezia, più pragmatica a Sharjah.
艺术家、设计师与建筑师们带来了往往深深扎根于当地语境的方案,分布在六个各不相同的场地,其中五个位于市区。Al Qasimiyah 学校:一所废弃的老校舍被巧妙改造成三年展总部,承载了展览的相当部分。宏伟的 Al Jubail 旧蔬菜市场:建于 1980 年代初,是一道长长的有顶拱廊,弧形、自然通风。城里的旧屠宰场:如今被肯尼亚工作室 Cave_bureau 策划的“人类世博物馆”占据,并配有常驻贝鲁特的洪都拉斯纺织艺术家 Adrian Pepe 的沉浸式作品。工业区边一片绿树成荫的空地:Papa Omotayo 与 Eve Nnaji(拉各斯)在这里搭起 We Rest at the Birds Nest——一座整合了 2300 个由就地捡拾的植物废料塑成的鸟巢的平台,为迁徙的候鸟与聚居此地的移民劳工提供一片休憩绿洲。最后是 Sharjah Mall:这座未完工的巨大购物中心被地域设计工作室 Limbo Accra 选作延续其思考的场所——关于西非及其他全球南方国家那些永未完成的空间的潜力。
Gli artisti, designer e architetti hanno presentato i loro progetti, spesso radicati nel contesto locale, in sei diverse location. Cinque di queste si trovano in città. La Al Qasimiyah School, una vecchia scuola abbandonata e sapientemente trasformata nel quartier generale della Triennale che ospita buona parte della mostra. Il magnifico vecchio mercato delle verdure Al Jubail, costruito nei primi anni Ottanta come un lungo porticato coperto, ricurvo e naturalmente ventilato. Il vecchio macello della città, occupato dal museo dell’antropocene curato dallo studio keniano Cave_bureau, con un intervento immersivo dell’artista tessile honduregno basato a Beirut Adrian Pepe. Lo spiazzo alberato incuneato in una zona industriale della città dove Papa Omotayo ed Eve Nnaji (Lagos) hanno innalzato We Rest at the Birds Nest: una piattaforma che integra 2300 nidi modellati da rifiuti vegetali trovati sul posto, offrendo un’oasi di ristoro sia agli uccelli migratori che ai lavoratori migranti che popolano la zona. Infine, lo Sharjah Mall, immenso centro commerciale incompiuto che lo studio di design territoriale Limbo Accra ha scelto per proseguire la sua riflessione sul potenziale degli spazi mai finiti in Africa Occidentale e negli altri paesi del Sud Globale.

图注:Al Qasimiyah 旧校舍改造的三年展主场馆,历史建筑与当代装置形成对话
最后一个场地或许也最富诗意:位于沙漠之中,距市中心一小时车程。幽灵村庄 Al Madam 如今半埋于沙丘之下,是当地人前来欣赏日落、在沙丘上野餐夜游的去处。1970 年代,这里曾是政府推动贝都因人定居的项目核心,但该项目既未考虑他们的需求,也未顾及环境特性,最终惨淡收场。正是在这里,Sandi Hilal 与 Alessandro Petti(DAAR 工作室)立起了他们的混凝土帐篷(Concrete Tent)。这件装置诞生于巴勒斯坦难民营,用以象征“永恒的临时性”这一悖论;而在三年展开幕之际——恰逢以色列对加沙地带的军事行动——它又获得了另一层意义。
L’ultima location, forse la più suggestiva, si trova nel deserto, a un’ora di macchina dal centro. Il villaggio fantasma di Al Madam oggi è semisommerso dalla sabbia ed è il luogo in cui i locali vengono ad ammirare il tramonto o fare un picnic serale sulle dune. Negli anni ’70 era al centro di un progetto statale di sedentarizzazione delle popolazioni beduine che, non avendo preso in conto né i loro bisogni né le caratteristiche ambientali, è miseramente fallito. È qui che Sandi Hilal e Alessandro Petti (DAAR) hanno piantato la loro Concrete Tent. Un’installazione nata nei campi profughi palestinesi per simboleggiare il paradosso di una temporaneità permanente e che ha assunto un ulteriore significato durante l’inaugurazione della Triennale, in contemporanea all’intervento israeliano nella striscia di Gaza.

图注:Al Madam 沙漠鬼村中的 Concrete Tent 混凝土帐篷装置,半埋沙丘的荒芜景象
一场分散式三年展
Una Triennale diffusa
参展作品大多以天然、再生与本地材料制成。比如沙特建筑师 Sumaya Dabbagh 那件环抱式的螺旋装置 EARTH TO EARTH:两道弧形泥砖墙围合出一方可供停留的中央空间,呼应着材料的循环性以及恒常与无常之间的紧密关联。加纳跨学科工作室 Hive Earth 同样用就地取材的泥土与有机残料筑起墙体,划分出一处宜人的社交空间——通过分解主体体块,他们以最小的环境影响兼顾了功能与美学。印度的 Wallmakers 则用从酋长国垃圾场回收的 1425 条轮胎、沙漠沙与泥土,建起一条 3-Minutes Corridor 通道:它除了营造出怡人的微气候,也引人反思我们的废弃物生产——1425 正是全世界每三分钟丢弃的轮胎数量。同样值得关注的还有尼日利亚设计师 Nifemi Marcus-Bello 的可移动模块化售货亭——他改造了一件用邻国贝宁常见技法与材料制作的项目,使其适配阿联酋的本地条件;Henry Golgau 与 Aleksander Kongshaug 用布料与盐制成的空气净化器,原料取自一台手工海水淡化装置;厄瓜多尔团队 Al Borde 用木材与棕榈席搭建的 brise-soleil 遮阳棚架——这件名为 Raw Threshold 的作品注定会自然朽坏,却大获成功,沙迦艺术基金会正考虑延长其寿命,设想在结构被时光侵蚀的部分上进行艺术介入。
I progetti sono stati realizzati principalmente a partire da materiali naturali, riciclati e locali. Come l’avvolgente spirale dell’architetta saudita Sumaya Dabbagh, EARTH TO EARTH due muri incurvati fatti di mattoni di fango creano uno spazio centrale dove sostare, evocando il concetto di materialità circolare e lo stretto legame tra permanenza e impermanenza. Anche lo studio multidisciplinare ghanese Hive Earth ha usato un muro fatto di terra e residui organici recuperati in loco per modulare uno spazio conviviale. Scomponendo il blocco principale ha coniugato funzionalità ed estetica con un impatto ambientale minimo. Gli indiani di Wallmakers hanno invece lavorato con 1425 pneumatici recuperati nelle discariche dell’emirato, della sabbia del deserto e del fango per costruire un 3-Minutes Corridor. Un passaggio che oltre a creare un piacevole microclima invita a riflettere sulla nostra produzione di rifiuti. 1425 è infatti il numero di gomme buttate nel mondo ogni tre minuti. Molto interessanti anche il chiosco modulare mobile del designer nigeriano Nifemi Marcus-Bello, che ha modificato un progetto realizzato con tecniche e materiali diffusi nel vicino Benin per adattarlo a quelli tipici degli Emirati; il purificatore d’aria di stoffa e sale ricavato grazie a un dissalatore artigianale di Henry Golgau e Aleksander Kongshaug e il pergolato brise-soleil in legno e stuoie di palma degli ecuadoriani di Al Borde. Un Raw Threshold destinato a deteriorarsi naturalmente ma dal successo tale che la Sharjah Art Foundation sta valutando di prolungarne la durata, immaginando degli interventi artistici sulle parti della struttura che verranno intaccate dal tempo.

图注:以泥土、轮胎等回收材料建造的装置作品,如 Wallmakers 的 3-Minutes Corridor 轮胎走廊
“这届三年展并没有追求零排放的野心。”奥希诺沃坦言——她很清楚,仅是把参展者从世界各地运来、以及往返各展场的空调班车,就让这一目标无从谈起。“但我们在装置材料的选择上下了很大功夫,出发点是一切终将回到它来的地方。设计展览布景的 Space Caviar 工作室原本秉持零废弃物理念,提议使用沙子;到现场后他们发现这过于复杂,便灵活应变,转而找到当地建筑企业与行业,说服他们把所需材料全部租给我们。”
“Questa Triennale non aveva l’ambizione di essere a impatto zero”, spiega Tosin Oshinowo, consapevole che anche solo il trasporto dei partecipanti dai quattro angoli della terra e l’uso delle navette climatizzate che collegano regolarmente le location della mostra rendono l’impresa impossibile. “Abbiamo però lavorato moltissimo sulla scelta dei materiali usati per le installazioni, partendo dall’idea che tutto dovrà tornare da dov’è venuto. I designer di Space Caviar, che hanno progettato la scenografia della mostra con un approccio zero rifiuti, avevano proposto di usare la sabbia. Una volta qui, si sono accorti che sarebbe stato troppo complesso e hanno saputo adattarsi. Si sono rivolti alle imprese di costruzione e alle industrie locali e le hanno convinte a noleggiarci tutti i materiali necessari”.
零废弃物目标
Obiettivo zero rifiuti
再利用与废弃物议题同样居于其他参展者的创作核心,比如乌干达设计师组合 BUZIGAHILL 的装置实验室 Return To Sender。BUZIGAHILL 不仅把由涌入南方市场(尤其非洲市场)的二手衣物回收改制而成的服装转售回北方国家,更致力于唤起人们对快时尚恶性后果的认知——比如每年有数以吨计的低质旧衣被倾倒进某些国家,对其民众与生态系统造成的影响。
La questione del riuso e dei rifiuti è al centro dei lavori di altri invitati, come l’installazione-laboratorio degli stilisti ugandesi di BUZIGAHILL, Return To Sender. Oltre a rivendere nei paesi del Nord i vestiti ottenuti riciclando gli indumenti di seconda mano che inondano i mercati del Sud, e quelli africani in particolare, BUZIGAHILL punta a promuovere la consapevolezza degli effetti perversi della fast fashion. Come l’impatto che ha sulle popolazioni e gli ecosistemi dei paesi in cui finiscono tonnellate di vestiti usati di scarsa qualità ogni anno.
为了改变关于建筑的叙事与视角,沙迦三年展还做了一个大胆决定:组织方允许厄瓜多尔工作室 Natura Futura 把拨付的参展资金用于完成他们自己的一个项目——为生活在 Babahoyo 河上的社区建造第一座现代、可持续的漂浮住宅。传统漂浮居住系统本是厄瓜多尔的文化遗产,却几近绝迹:它们被地方当局视为不卫生、威胁河流生物多样性,当局反而推动居民迁入新社区,加剧了他们的连根拔起。这个项目——以及它入选国际级三年展的事实——不仅切实改善了一户人家的生活,还产生了政治影响,推动政府起草一项同时兼顾河流与沿河居民需求的法律草案。
Nel suo tentativo di cambiare la narrativa e la prospettiva sull’architettura, la Triennale di Sharjah ha anche preso una decisione originale. Gli organizzatori hanno infatti permesso allo studio ecuadoriano Natura Futura di usare i fondi assegnati per terminare uno dei loro progetti: la costruzione della prima casa galleggiante moderna e sostenibile per la comunità che vive sul fiume Babahoyo. I sistemi abitativi galleggianti tradizionali fanno parte del patrimonio culturale dell’Ecuador ma si sono quasi estinti, anche perché visti come insalubri e come una minaccia alla biodiversità del fiume dalle amministrazioni locali, che hanno favorito il reinsediamento degli abitanti in nuovi quartieri contribuendo al loro sradicamento. Questo progetto, e il fatto che sia stato selezionato per una Triennale di portata internazionale, non solo ha concretamente migliorato la vita di una famiglia ma anche avuto un impatto politico, spingendo il governo a stilare un progetto di legge che prenda in conto sia le necessità del fiume che quelle di chi ci (e ne) vive.
“他们提出这个方案时,”奥希诺沃回忆道,“我心想:这真是个绝妙的主意!我觉得这很好地诠释了本届三年展的目标——在世界各处播下意识的种子,通过建筑让改变发生。”
“Quando ce lo hanno proposto, ricorda Tosin Oshinowo, ho pensato: ma è un’idea fantastica! Mi è sembrato davvero un bel modo di appropriarsi gli obiettivi di questa Triennale, seminando nel mondo quei germogli di consapevolezza che, attraverso l’architettura, possono fare la differenza.”
第二届沙迦建筑三年展在六个不同场地免费向公众开放,展期至 2024 年 3 月 10 日。
La seconda edizione della Sharjah Architecture Triennal accoglie gratuitamente i visitatori fino al 10 marzo 2024 in sei diverse location.
带来改变的项目
Progetti che fanno la differenza